IL MIO ZAINO NON È SOLO CARICO DI MATERIALI:
DENTRO CI SONO LA MIA EDUCAZIONE, I MIEI AFFETTI, I MIEI RICORDI,
IL MIO CARATTERE, LA MIA SOLITUDINE.
IN MONTAGNA NON PORTO IL MEGLIO DI ME STESSO:
PORTO ME STESSO, NEL BENE E NEL MALE.
Renato Casarotto

domenica 26 gennaio 2014

Sentiero del Viandante da Abbadia Lariana a Lierna con variante...

SOSTA
(Sul Sentiero del Viandante)
Sosta viandante che qui il mondo è bello,
un sorso bevi, posa il tuo fardello,
alla Madre di Dio volgi uno sguardo,
poi riprendi il cammin, verso il traguardo!
Elio

Punto di partenza del "Sentiero del Viandante" è Abbadia Lariana, il primo paese sul lago dopo Lecco. Provenendo da Milano è sufficiente imboccare la SS36 in direzione Lecco-Sondrio, e prendere la prima uscita "Varenna, Mandello, Abbadia L.".
Usciti dalla galleria proseguire per qualche minuto fino a raggiungere il parcheggio sulla destra, davanti alla stazione ferroviaria (comodo per chi come noi utilizzerà il treno per il ritorno da Lierna).
Dal parcheggio ripercorriamo a ritroso la provinciale da dove siamo arrivati in auto e poco prima di arrivare alle gallerie, notiamo sulla sinistra una scala in cemento, qui inizia il "Sentiero del Viandante" (cartello arancione). Risalita la scala arriviamo a uno spiazzo erboso, dove troviamo ai piedi del monte Borbino l'antico edificio della chiesetta di San Martino, da qui si ammira verso Lecco, il Monte S. Martino e dall'altra parte del lago, il Monte Moregallo e i Corni di Canzo. Proseguiamo verso destra su un largo sentiero, oltrepassando poco dopo su un ponte la ferrovia. Ignorata una deviazione a destra, seguiamo per un breve tratto la strada asfaltata tra le case di Borbino fino a una scaletta sulla destra con la quale arriviamo a una piazzetta asfaltata.
Poco più in alto, ai sinistra di una cabina elettrica riprendiamo a camminare su un tratto acciottolato, attraversati alcuni prati tra muretti a secco, iniziamo a perdere leggermente quota fino a oltrepassare su un ponte il torrente Zerbo che esce dalla stretta forra della Val Monastero.
Passiamo tra le case di Molini, per poi proseguire nuovamente tra i prati, sulla destra possiamo godere di una splendida vista sulla Grignetta. Giunti a un incrocio con cappella continuiamo diritti arrivando in Largo San Bartolomeo, sulla sinistra possiamo osservare l'omonima chiesa. Dalla palina segnavia tralasciamo a destra il sentiero per il Pian dei Resinelli (sent. 4) e proseguiamo diritti seguendo la via acciottolata.
Arrivati in prossimità di una curva scendiamo fra le case di Novegolo, passati sotto la superstrada, subito dopo svoltiamo a destra in una stradina sterrata che presto diventa sentiero. Purtroppo l'urbanizzazione in questo tratto ha cancellato in parte il vecchio tracciato. Dopo un bel tratto panoramico in mezzo ai prati, tralasciamo una stradina asfalta a sinistra e proseguiamo lungo una stretta via acciottolata che sale all'antica chiesetta di San Giorgio, posta sopra uno sperone di roccia a picco sul lago e le cui origini risalgono al IX sec. Dalla chiesa saliamo seguendo a destra la strada gradinata, denominata Via dei Rastelli, raggiunta la superstrada giriamo a destra arrivando ad un ponte che ci permette di superarla. Dal lato opposto proseguiamo a sinistra, per poi svoltare subito a destra seguendo un sentiero che sale tra muretti a secco. Raggiunto il cimitero di Zana proseguiamo diritti sulla strada asfalta per alcune decine di metri per poi svoltare a sinistra, giunti a un bivio continuiamo verso destra entrando  in Maggiana, frazione di Mandello.
Dopo pochi minuti seguiamo la stretta stradina acciottolata sulla sinistra giungendo alla chiesa di San Rocco, prima di proseguire ci fermiamo qualche minuto a bere un caffè nella vicina "Osteria Sali e Tabacchi". Usciti dall'osteria continuiamo seguendo la stretta e suggestiva via sulla destra, poco dopo sulla destra possiamo ammirare la Torre di Meggiana detta del Barbarossa. Torre di avvistamento a base quadrata di origine medievale X-XI, la tradizione vuole che nel 1158 vi abbia soggiornato l'imperatore Federico I il Barbarossa. Usciti dall'abitato giungiamo a un bivio, proseguiamo a destra per una stradina all’inizio acciottolata e poi sterrata. Dopo pochi minuti abbandoniamo la sterrata per seguire il sentiero a sinistra che si inerpica nel bosco. Superato uno stretto vallone giungiamo a un primo bivio dove saliamo verso destra, al successivo bivio proseguiamo a sinistra arrivando a Rongio in Piazza San Giacomo con l'omonima chiesa e un lavatoio. Davanti alla chiesa si biforcano due strette viuzza, prendiamo quella di sinistra che in leggera discesa esce nella piazzetta dove sorge l’oratorio dedicato, nel 1654, a S. Antonio da Padova.
Seguiamo la strada di fronte alla chiesa e subito dopo il bar Simone, raggiungiamo un piccolo parcheggio sulla sinistra, splendido il panorama sulle grandi pareti dolomitiche del Sasso Cavallo e del Sasso dei Carbonari. Tralasciando le varie paline segnavia, alcune delle quali conduco nella suggestiva Val Meira e alla sovrastante chiesa di S. Maria, proseguiamo a sinistra sulla strada asfaltata, scendendo ripidamente verso il Ristorante Al Verde (indicazioni).
Poco prima del ristorante in corrispondenza di una palina segnavia (Sentiero del Viandante/Itinerario della Memoria/Itinerario didattico naturalistico) svoltiamo a destra su una stradina sterrata. Dopo un breve tratto abbandoniamo la sterrata e seguendo un sentiero sulla sinistra arriviamo al torrente Meria che attraversiamo su un suggestivo ponte naturale! Riprendiamo a salire ripidamente sull'opposto versante, a lato alcune catene proteggono i tratti più esposti, giunti a un bivio proseguiamo a sinistra lungo una stradina all'inizio sterrata, in pochi minuti arriviamo alla contrada Sonvico.
Dal tornante con parcheggio, saliamo a destra seguendo via Contrada di Sonvico, stranamente ci sono molti cartelli, ma non quelli del Sentiero del Viandante. Dalla cappelletta la strada diventa sempre più stretta e si inoltra tra le case della frazione. Giunti a un bivio proseguiamo verso destra seguendo la Strada di San Bernardo, passati alle spalle del cimitero di Somana, al successivo bivio, manteniamo la destra arrivando alla Cappella dell'Immacolata. Tralasciando a sinistra la mulattiera che scende a Olcio e a destra i sentieri che salgono verso Era e il rifugio Bietti, proseguiamo diritti seguendo la Strada dei Saioli. Purtroppo questo tratto del Sentiero del Viandante è stato sostituito da una stradina asfaltata che termina nei pressi di un'azienda, poco prima l'abbandoniamo per seguire un sentiero a sinistra segnalato da una palina segnavia (sent. 17c). Con bellissimi scorci panoramici percorriamo un lungo tratto in falsopiano e tra balze boschive raggiungiamo la località Galdano, con la cappella dedicata alla vittoria nella prima guerra mondiale, all'interno è però raffigurata l'Annunciazione.
Invece di andare diritti lungo il Sentiero del Viandante, decidiamo di intraprendere una variante che ha come punto culminante la Sorgente in Val Onedo. Proseguiamo a destra in salita seguendo la mulattiera in cemento e ciottoli, raggiunto un bivio proseguiamo diritti attraversando una bella radura panoramica. Rientrati nel bosco riprendiamo a salire, arrivati in una nuova radura poco dopo ignoriamo un paio di deviazioni a destra che conducono ad alcune case e continuando a seguire il sentiero 73b rientriamo nel bosco. Facendo attenzione andiamo diritti perdendo leggermente quota, ignorando alcune deviazioni a destra e a sinistra. Attraversato un torrente riprendiamo a salire raggiungendo una casa con bella vista panoramica, qui ci fermiamo per fare la pausa pranzo.
A malincuore lasciamo questo balcone naturale e ritornati sul sentiero 73b, scendiamo arrivando alle case di Grino. Saliamo per pochi minuti verso sinistra giungendo brevemente alla bella casa di Pradanè, dalla palina segnavia svoltiamo a destra (sent. 73) e dopo pochi metri giriamo a sinistra seguendo le indicazioni per Fonte Val Onedo (sent. 73a).
Il sentiero anche se stretto è sempre evidente, poco dopo oltrepassiamo con un minimo d'attenzione un grosso albero caduto e proseguendo con alcuni saliscendi entriamo in Val Onedo, fino a raggiungere la sorgente.
Dopo una breve pausa seguiamo il sentiero a destra 72a che prosegue per un breve tratto in piano, per poi iniziare a perdere quota decisamente. Costeggiata a destra una baita, pieghiamo leggermente verso destra continuando a scendere fino a un incrocio non segnalato. Proseguiamo diritti e dopo pochi minuti ci ritroviamo sul sentiero 72 che seguiamo in discesa fino alle case di Somaca. Dalla palina segnavia tralasciamo il sentiero a destra 71b per Mezzedo/Ortanella e continuiamo diritti seguendo la larga mulattiera. Subito dopo essere passati sotto alla superstrada scendiamo a sinistra e in breve arriviamo sulla strada asfaltata per Genico (frazione di Lierna), a sinistra possiamo vedere il grande edificio dell'ex Seminario Clarettiano. Continuando a scendere raggiungiamo un bivio, tralasciamo le indicazioni a destra, tra cui quelle del Sentiero del Viandante e proseguiamo diritti. In prossimità di una curva scendiamo a destra e tramite una scalinata arriviamo in Via Genico alla fine della quale incrociamo Via della Libertà (palina segnavia). Attraversata la strada continuiamo a scendere in Via Genico ora diventata percorso pedonale, incrociata nuovamente Via della Libertà proseguiamo in discesa fino allo stop. Da qui svoltiamo a sinistra e attraversata la ferrovia su un ponte proseguiamo verso destra in discesa lungo una bella via acciottolata, in pochi minuti arriviamo alla stazione.
Dopo aver controllato l'orario di partenza del treno per Abbadia Lariana (ore 16.28) decidiamo d'andare a visitare il borgo di Castello. Usciti dalla stazione seguiamo la stretta via sulla destra (Via Ducale) e attraversata la provinciale del lago continuando sull'acciottolata via San Francesco, in breve raggiungiamo il lago, svoltando a destra arriviamo al borgo (circa 10 minuti dalla stazione).
Caratteristico borgo medioevale che prese il nome dal castello sorgente sulla locale penisola ai tempi un’ isola. Fu sempre un baluardo imprendibile data la sua posizione strategica.
Il patrono locale è S. Maurizio al quale è dedicata la chiesa posta sulla sinistra dell’entrata principale al caseggiato medioevale. Le stradine interne sono rimaste immutate assieme ai diversi frontali di alcune case.
Malati di Montagna: Raffaella, Andrea, Pg, Silvio, Danilo e Fabio


che bella la nostra ITALIA...!!!


le grandi pareti dolomitiche lombarde
del Sasso Cavallo e del Sasso dei Carbonari


borgo di Castello a Lierna




Raffaella, Silvio, Andrea, Pg e Danilo


by Danilo



by Raffaella




Planimetria del Sentiero del Viandante


Una guida utile e interessante per chi vuole percorrere l'intero itinerario in più tappe o per chi vuole spezzarlo in gite giornaliere è quella scritta da Albano Marcarini, urbanista, cartografo, viaggiatore a piedi e in bicicletta.


domenica 12 gennaio 2014

Cocktail Lema...

Ingredienti:
Una cima isolata posta tra il lago Maggiore e quello di Lugano
Un panorama a 360°, dalle Alpi Marittime alle Retiche, fino agli Appennini
Un rifugio accogliente immerso in un bosco incantato
Un gestore (Matteo) che ti fa sentire come se fossi a casa tua
Tre amici Malati di Montagna
e a scecherare il tutto una gran voglia di rimanere lassù...

Provenendo da Milano seguiamo l'autostrada dei Laghi A8, oltrepassata l'uscita di Gallarate teniamo la sinistra continuando sulla A26 Genova/Gravellona Toce. Dopo la barriera prendiamo la seconda uscita per Sesto Calende-Vergiate per poi proseguire in direzione di Luino. Una volta arrivati a Luino seguiamo la strada che costeggia il lago e alla quarta rotonda svoltiamo a destra proseguendo per Dumenza/Agra.
Giunti a Dumenza seguendo le indicazioni per Curiglia oltrepassiamo le frazioni di Runo, Stivigliano e Due Cossani, dopo circa 2 km in località Cinque Vie giriamo a destra per Pradecolo (cartello segnaletico). Saliamo seguendo la stretta strada asfaltata per circa 5 km fino a raggiungere il piazzale sterrato della comunità monastica "SS. Trinità" che ospita i frati benedettini.
A poco distanza dal piazzale, sul lato opposto della strada imbocchiamo l'ampio sentiero indicato da alcune sbiadite paline segnavia e da un cartello sul quale viene è indicato la "Strà di Caver", un percorso per il trekking a cavallo e in mountain bike che si estende per oltre 140 km lungo il territorio delle Valli del Luinese, si inoltra a tratti in Canton Ticino, in Valcuvia e Valceresio.
Iniziamo a guadagnare quota gradatamente all'interno di un bel bosco, tralasciata una prima deviazione a destra, proseguiamo in falsopiano arrivando a una piccola costruzione in cemento. Da qui riprendiamo a salire arrivando a un bivio, abbandoniamo il sentiero a sinistra per l'Alpone di Curiglia e proseguiamo in direzione opposta giungendo in località  Pradecolo 1184 m, con il sottostante rifugio Campiglio purtroppo attualmente chiuso, da qui passa l'ottava tappa (Dumenza-Curiglia) del sentiero 3V Via Verde Varesina.
Raggiungiamo la terrazza della chiesetta del Buon Consiglio eretta nel 1930, da qui abbiamo il primo assaggio di panorama sul sottostante Lago Maggiore e sull'imponente mole del massiccio del Monte Rosa.
Proseguiamo seguendo le indicazioni per il M. Lema, il sentiero entra nel bosco ed è ben segnalato con due bolli (bianco/rosso), posti su parecchi alberi. Raggiunte le baite diroccate dell'alpe Pian di Runo 1337 m (segnalata una sorgente a destra), svoltiamo a sinistra seguendo il sentiero estivo che porta sull'evidente e larga dorsale orientale del Lema.
La percorriamo rimanendo al bordo del boschetto di faggi e betulle, arrivati sul pendio finale appena sotto la vetta tralasciamo le indicazioni a sinistra per il rifugio Lema e se le condizioni della neve lo permettono, puntiamo direttamente seguendo l'erto pendio verso la vetta sormontata dall'enorme croce. Il Monte Lema con i suoi 1621 m, è considerata la più grandiosa vetta panoramica della Svizzera Italiana, da questo balcone naturale si vede tutto il Lago di Lugano, il Lago Maggiore, l’Arco Alpino occidentale e le Prealpi lombarde, fino alla Pianura Padana…oggi intravediamo anche la piramide del Monviso…!!!
A malincuore dobbiamo ripartire, scendiamo sulla dorsale opposta rispetto al radar meteorologico, la discesa oltre a essere piacevole è anche un susseguirsi di panorami dai quali non vorremmo mai staccarci. Aggiriamo sulla destra il  monte Moncucco e dopo un breve tratto in piano riprendiamo a scendere sempre in spazi aperti giungendo alla palina segnavia a poca distanza dalla baita di Pian Pulpito 1365 m. Seguiamo le indicazioni per Prà Fontana/Dumenza e oltrepassata la baita entriamo nel bosco, da dove seguiamo il sentiero contrassegnato dai bolli bianco/rossi.
Ora è il bosco il protagonista con il suo silenzio interrotto solo dai nostri passi, in breve arriviamo al bivacco privato all'alpe di Dumenza, tralasciamo il sentiero che prosegue diritto e seguendo le indicazioni poste su un albero svoltiamo a sinistra iniziando a scendere sull'ampio sentiero. Dopo alcuni tornanti arriviamo all'alpe Fontana 1147 m., dove ci concediamo una breve sosta. Riprendiamo il cammino seguendo verso destra una pista forestale, attraversiamo alcune suggestive vallette e senza quasi accorgercene arriviamo sul pianoro dove sorgono le baite dell'alpe Prà Bernardo 1084 m, prima di rientrare nel bosco ammiriamo per l'ultima volta il fantastico panorama che ci ha accompagnato per quasi tutto il giorno.
Rientrati nel bosco seguiamo le indicazioni per il rifugio Dumenza fino a incrociare nuovamente una pista forestale. Perdiamo quota velocemente arrivando a una palina segnavia, abbandoniamo momentaneamente il percorso principale e con una breve deviazione verso sinistra arriviamo all'alpe Bovis dove sorge il rifugio Dumenza 942 m (gestore Matteo Guglielmini - tel. 340 7651267). Il rifugio si trova al centro di un’antica selva castanile, ed è stato voluto dall'amministrazione comunale di Dumenza che l'ha dato in gestione alla sezione CAI di Luino.
Appena entriamo veniamo accolti calorosamente da Matteo, che ci trova subito tre posti a sedere nella piccola ma suggestiva sala da pranzo. Mangiamo una squisita crostata fatta da Matteo che gentilmente ci concede anche il bis e sorseggiamo una buona tazza di caffè caldo, accompagnata dall'immancabile grappa. Salutiamo Matteo con la promessa che ritorneremo sicuramente per poter gustare i suoi manicaretti che prepara con tanta passione e ripercorriamo il breve tratto fino al bivio. Proseguiamo in discesa seguendo la pista forestale, attraversato il torrente il percorso prosegue alternando brevi tratti in salita con altri in piano. Dopo circa 30 minuti dal rifugio arriviamo sulla strada asfalta in località Pragaletto, da qui proseguiamo verso destra e in pochi minuti ritorniamo dove abbiamo lasciato l'auto.
Malati di Montagna: Pg, Danilo e Fabio

basta poco per esser felici...!!!


Danilo e il suo mondo...


Monte Lema 1624 m


tre amici al Lema...


il lago Maggiore


cornice naturale...


rifugio Dumenza all'alpe Bovis 941 m




venerdì 10 gennaio 2014

L'amico Luca e le sue montagne...

lunedì 6 gennaio 2014

alpe Giovera...una delle tante perle Ossolane

Se desideri vedere le valli,
sali sulla cima della montagna,
se vuoi vedere la cima della montagna,
sollevati fin sopra la nuvole;
ma se cerchi di capire la nuvola,
chiudi gli occhi e pensa.
Kahlil Gibran

L'escursione odierna l'avevo fatta nel 2008, stamattina la ripropongo ai miei amici che accettano con entusiasmo l'idea di vedere nuovi luoghi.
L'itinerario si sviluppa sulle propaggini della cresta montuosa del Larone, che divide la Valle Isorno dalla Valle Antigorio. Si attraversano boschi e alpeggi, con alcune baite perfettamente ristrutturate, sempre in splendida posizione panoramica sull’Ossola, l'esposizione a sud permette di godere appieno del tiepido sole invernale.
Malati di Montagna: Silvio, Pg, Danilo e Fabio
La descrizione dell'escursione la trovate al seguente link
http://malatidimontagna.blogspot.it/2008/12/sfidando-il-freddo.html


Altoggio San Giovanni Battista 750 m


cartoline da Coipo



giochi di luce...e di neve...!!!