IL MIO ZAINO NON È SOLO CARICO DI MATERIALI:
DENTRO CI SONO LA MIA EDUCAZIONE, I MIEI AFFETTI, I MIEI RICORDI,
IL MIO CARATTERE, LA MIA SOLITUDINE.
IN MONTAGNA NON PORTO IL MEGLIO DI ME STESSO:
PORTO ME STESSO, NEL BENE E NEL MALE.
Renato Casarotto

domenica 25 settembre 2011

Sui sentieri dolomitici della Presolana

Dall'autostrada A4 in direzione Venezia usciamo a Seriate (volendo si può anche prendere l'uscita prima per Bergamo), seguiamo le indicazioni per la Valle Seriana fino a Clusone da dove svoltando a destra e attraversato il ponte continuiamo verso Castione / Passo della Presolana, raggiunto il passo a 1297 m scendiamo in direzione della Valle di Scalve per circa 4 km, oltrepassata una galleria dopo pochi minuti svoltiamo a sinistra per Colere, raggiunto il paese proseguiamo per la frazione Carbonera e seguendo le indicazioni per gli impianti di risalita in pochi minuti arriviamo al primo parcheggio sulla destra dove lasciamo l'auto 1039 m.
Ultimati i preparativi alzando lo sguardo oltre i tetti delle case possiamo vedere lassù in alto il rifugio, sul lato opposto della strada una palina segnavia indica la partenza del sentiero 403, il primo tratto si svolge su una stradina asfaltata,  arrivati dopo pochi minuti a un bivio svoltiamo a destra e proseguiamo in modo abbastanza ripido alternando tratti con il fondo in cemento e sterrato. Arrivati alla baita Frassinetto 1265 m abbandoniamo la strada e proseguiamo sul sentiero a sinistra indicato dalla palina segnavia, entrati nel bosco in breve arriviamo a un bel ponte in legno con una curiosa baita sulla destra, attraversato il torrente il percorso inizia a salire ripidamente, tralasciato il sentiero sulla sinistra, segnalato come variante, proseguiamo a destra fino a incrociare una pista da sci. Attraversiamo la pista per poi rientrare nuovamente nel bosco e seguendo i vari segni di vernice rossa sugli alberi riprendiamo a salire, dopo qualche minuto riattraversiamo nuovamente la pista sulla sinistra per poi riprendere il sentiero sul lato opposto indicato da una palina segnavia, naturalmente volendo si può semplicemente risalire la pista. Dopo un breve tratto in moderata salita e attraversando qualche radura, il percorso si fa decisamente più ripido, terminato il bosco ecco apparire davanti a noi il profilo inconfondibile della Presolana, raggiunta una parete rocciosa pieghiamo a sinistra e oltrepassate alcune pietraie attraversiamo un canalone detritico, per poi risalirlo alla sua sinistra. Raggiunta la palina segnavia nei pressi della baita alta di Polzone, proseguiamo a destra tralasciando il sentiero 401/402 che utilizzeremo al ritorno, proseguiamo verso la parete nord della "Regina delle Orobie" che ormai possiamo ammirare in tutto il suo splendore. Arriviamo nei pressi delle baracche della ex miniera di fluorite, all'entrata di una delle gallerie su un pezzo di binario è stata lasciata come testimonianza del passato una motrice con alcuni vagoncini, ormai il rifugio è a pochi passi e superata la vecchia Cappanna Trieste in breve saliamo al rifugio Albani 1939 m. Per la sosta decidiamo di recarci alla croce a poca distanza dal rifugio, purtroppo in pochi istanti dalla pianura le nuvole avanzano fino a ricoprire le montagne circostanti, la parete della Presolana ora sembra assumere un aspetto ancor più misterioso. Come da programma decidiamo di scendere utilizzando il sentiero 401/402, ritornati alla palina segnavia accanto alla baita alta di Polzone, proseguiamo in falsopiano a destra, passiamo sopra al laghetto di Polzone, le sue dimensioni cambiano a seconda della stagione, pieghiamo ora a sinistra e in leggera salita arriviamo al colle della Guaita 1890 m. Iniziamo la discesa verso il Pian di Vione, tralasciata a destra la deviazione per la ferrata del Passo della Porta continuiamo a perdere quota prima su terreno roccioso e poi per rado bosco, essendo rivolto a nord l'intero percorso si presenta molto umido e scivoloso, per cui bisogna porre l'adeguata attenzione. Attraversiamo a sinistra su pietraia il canalone che scende direttamente dalle Quattro Matte per poi entrare in un bosco di faggi e con ripetuti tornanti arriviamo sulla sterrata. In breve raggiungiamo il piccolo ristoro del Pian di Vione a circa 1130 m, scendiamo verso Colere seguendo a destra la stradina con fondo in cemento, arrivati alle prime case proseguiamo per Via Larga fino a incrociare la strada asfalta che seguiamo senza troppa fatica in salita fino al parcheggio dove abbiamo lasciato l'auto.
Splendida escursione ad anello in ambiente tipicamente dolomitico, la Presolana è un'autentica perla della regione Lombardia.
Malati di Montagna: Danilo, Simeone e Fabio

un ponte...!!!


parete nord della "Regina delle Orobie"


verso il rifugio Albani


laghetto nelle vicinanze del rifugio


Danilo, Simeone e Fabio

domenica 18 settembre 2011

Al colle Rosset 3023 m tra la valle dell'Orco e la valle di Rhemes

Dall'autostrada A5 (Torino-Aosta) usciamo al casello di Ivrea, proseguiamo sulla "Pedemontana" seguendo le indicazioni per Cuorgnè e Pont Canavese, continuiamo risalendo la Valle Orco, dopo alcuni ripidi tornanti e una lunga galleria arriviamo a Ceresole Reale ultimo centro abitato dell'alta valle. Da qui si continua seguendo la strada asfaltata e oltrepassato il colle del Nivolé in breve scendiamo al parcheggio accanto al rifugio-albergo Savoia 2532 m, attenzione l'ultimo tratto della strada che sale al Nivolé resta chiuso al traffico automobilistico dal 15 ottobre al 15 maggio, la sbarra si trova dopo Chiapili di Sopra, la borgata più alta di Ceresole.
La macchina ci segnala che all'esterno ci sono tre gradi, ma quando usciamo la sensazione è che ce ne siamo anche meno, ultimati i preparativi ci incamminiamo, non piove c'è solo, si fa per dire un po' d'aria gelida, cappellino di lana e guanti sono già indossati, attorno un velo bianco ricopre le cime circostanti rendendo l'ambiente molto suggestivo.
Dal rifugio un battutissimo sentiero sale a destra raggiungendo le baite dell'alpe Riva 2590 m, continuiamo risalendo il dosso erboso su una larga pista, con bella vista sul sottostante Pian del Nivolé, arrivati sulle sponde del vasto lago Rosset 2703 m ci soffermiamo qualche istante nel silenzio interrotto solo dal fischio di qualche marmotta. Continuiamo a sinistra seguendo la riva e attraversato l'emissario del lago intersechiamo il sentiero con il quale in breve raggiungiamo il costone che divide il lago Leità dal lago Rosset. Procediamo con alcuni saliscendi fino a un vasto pianoro di detriti, risaliamo il ripido gradino erboso che sostiene la desertica conca dei laghi Chanavey 2846-2884 m e con percorso pressoché pianeggiante arriviamo ai piedi dell'erta bastionata finale. La neve caduta durante la notte inizia ad aumentare e attorno le nuvole iniziano a farsi minacciose, con ripidi tornanti guadagniamo quota velocemente e attraversata la caratteristica fascia di rocce calcaree ben visibile già da lontano arriviamo al colle Rosset 3023 m. Soffia un forte vento e a fatica riusciamo a fare una foto ricordo, mi dispiace che Danilo non possa godere del superbo panorama che si può godere da quassù, soprattutto sulla «dolomitica» parete della Granta Parei 3387 m. Durante la discesa inizia a nevicare, sarò anche un po' matto ma le emozioni che provo in questi momenti sono indescrivibili, pochi minuti prima di arrivare all'auto inizia a piovere, poco male, siamo soddisfatti e arrivati a Ceresole Reale ci andiamo a gustare un deliziosa cioccolata calda, oggi ce la siamo davvero meritata... Qui in questa valle e tra queste montagne ho trascorso giornate memorabili, ho avuto la fortuna di conoscere persone eccezionali con le quali ho stretto una forte e sincera amicizia, qui è come se fossi davvero a casa...
Malati di Montagna: Danilo e Fabio

pochi luoghi danno cosi forte emozioni...


Danilo verso il colle...


al colle...3023 m...che vento...!!!


Punta Basei 3338 m...la signora...


Taou Blanc 3438 m...la preferita...


a destra il Piano del Nivolé
lungo circa 6 km e ad una quota superiore ai 2300 m
è il più esteso altopiano della Valle d'Aosta


mercoledì 14 settembre 2011

buon viaggio Walter


Reinhold Messner ricorda il suo amico, per il quale nel giugno di un anno fa aveva organizzato una festa per l'80/o compleanno. «Bonatti è stato uno degli alpinisti più grandi della storia, l'ultimo alpinista tradizionale, fortissimo in tutte le discipline. Walter era però soprattutto una bellissima persona, tollerante e amorevole». E aggiunge: «Walter ci lascia un grande testamento spirituale, quello di un uomo pulito che per le vicende accadute sul K2 è stato calunniato per 50 anni, ma alla fine tutti gli hanno dovuto dare ragione