IL MIO ZAINO NON È SOLO CARICO DI MATERIALI:
DENTRO CI SONO LA MIA EDUCAZIONE, I MIEI AFFETTI, I MIEI RICORDI,
IL MIO CARATTERE, LA MIA SOLITUDINE.
IN MONTAGNA NON PORTO IL MEGLIO DI ME STESSO:
PORTO ME STESSO, NEL BENE E NEL MALE.
Renato Casarotto

sabato 27 novembre 2010

Valle d'Otro un ricordo indelebile...

Seguendo la statale della Valsesia arrivo ad Alagna 1191 m, oggi la temperatura è decisamente rigida, lascio l'auto sullo spiazzo sterrato accanto al vicino parcheggio a pagamento, sono nel bel mezzo della folla di sciatori che si apprestano a raggiungere gli impianti di risalita, chi con gli sci e chi con le tavole e io con le mie racchette da neve o ciaspole, mi avvio verso il centro del paese, passo tra le antiche case arrivando sulla via principale dove volgendo a sinistra in breve arrivo al cartello con le indicazioni per la valle d'Orto. Proseguo a destra verso il teatro Unione Alagnese, risalita la scala a sinistra all'ingresso del teatro, proseguo lungo il sentiero in pietra seguendo le indicazioni del segnavia n° 3, in pochi minuti arrivo alla frazione Riale Superiore (Oubre Grobe) con una bella fontana in pietra, utile al ritorno per ripulire le ciaspole, dopo un breve tratto di sentiero attraverso la strada asfaltata portandomi sul lato opposto dove ha inizio la Olterstiga , ovvero la "Salita d'Otro" una ripida scalinata in pietra. Raggiunto un bivio tralascio l'ampia mulattiera per proseguire a destra inoltrandomi sempre di più nel fitto e silenzioso bosco, tornante dopo tornante ecco che gli alberi si diradano e improvvisamente mi appare la piana di Otro (In Olter) 1664 m, "...alpe de Ocro simul etiam cum ponte de Varade..." così viene citato questo magnifico alpeggio in un documento datato 10 giugno 1025, mi dirigo verso la chiesetta di Follu con la sua stupenda facciata decorata, vengo subito rapito dai ricordi che mi riportano indietro nel tempo, il mese era Luglio l'anno era il 2000, anche allora ero solo, la mia meta erano i Laghi Tailly remoti specchi d'acqua. La giornata anche allora non era splendida, quando arrivai al villaggio chiesi informazioni a un uomo che era appena uscito dalla sua baita, il suo sguardo era fiero, duro, si vedeva chiaramente che era un abitante delle terre alte, un Walser, cortesemente mi indicò il percorso, lo salutai e prosegui in quella che poi si rivelò una delle più emozionanti escursioni in solitaria che abbia mai fatto… Proseguo seguendo alcune tracce di passaggio che mi portano prima a Dorf e poi a poca distanza a Scarpia 1726 m, per chi vuole la giornata potrebbe concludersi qua, ma volendo si può ancora proseguire. Dall'ultima baita si segue sulla destra l'eviedente mulattiera che conduce prima a Pianmisura Piccola 1782 m e poi alla chiesetta di Pianmisura Grande 1854 m, bisogna solo fare prestare attenzione nell'attraversare il canalone dove scorre il torrente tra i due villaggi, che potrebbe essere soggetto a slavine. Arrivato alla chiesetta mi fermo a riposare e a sorseggiare un bel bicchiere di tè caldo riscaldandomi sotto ai tiepidi raggi del sole velato dalle nuvole, per il ritorno seguo il medesimo percorso dell'andata, fermandomi però ogni tanto nei villaggi dove ogni volta trovo angoli ancora a me sconosciuti, le case Walser della Val d'Orto sono tra le meglio conservate delle alpi, non può senz'altro mancare a chi ama la montagna una visita in queste luoghi unici e al tempo stesso affascinanti.
Malati di Montagna: Fabio

domenica 14 novembre 2010

Homines dicti Walser - Un popolo nel cuore delle Alpi

Lasciata l'autostrada A5 al casello di Pont-Saint-Martin svoltiamo a destra e seguendo le indicazioni per la Valle di Gressoney arriviamo nel centro del pittoresco paese di Issime, dove spicca la bellissima chiesa parrocchiale di San Giacomo Maggiore, un monumento di notevole interesse storico e artistico, poco dopo svoltiamo a sinistra seguendo le indicazioni per San Grato, la strada prosegue fino al divieto di transito dove lasciamo l'auto in un piccolo spiazzo 1400 m circa, se non vi fosse posto la si può lasciare anche dopo poche decine di metri dal cartello di divieto o in alternativa in alcuni slarghi sulla strada asfaltata poco più a valle. Iniziamo a percorrere la strada sterrata leggermente in salita, alla prima secca curva seguiamo a destra il sentiero risalendo alcuni gradini costruiti con tronchi di legno e contrassegnato con bolli gialli, dopo pochi minuti ecco comparire lo stadel Hantschekku 1482 m, come le ultime volte che siamo andati per terre alte anche oggi il cielo è ricoperto dalle nuvole, ma abbiamo la sensazione che prima o poi il sole possa uscire, nel frattempo iniziamo a risalire il ripido crinale raggiungendo Ekku-Ecku 1569 m. Il sentiero sempre ben marcato sale tra i prati, passa accanto alla strada sterrata e dopo lo stadel isolato di Höisgher-Hoidscher in breve arriviamo alla bella cappella di San Grato 1688 m, alcuni documenti attestano che già nel 1600 gli abitanti della zona i venerdì del mese di maggio abbandonavano i lavori agricoli per assistere alla funzione religiosa. Passiamo a monte delle case di Chröitz–Chreuz–Chröiz raggiungendo un masso con indicati i vari sentieri, ci inoltriamo nel vallone seguendo il segnavia 1-1C e GSW (Grande Sentiero Walser), proseguendo in falsopiano sull'antica mulattiera verso il col Dondeuil, utilizzata fin dal medioevo dai mercanti, arriviamo in breve a Ruasi 1710 m dove ci fermiamo per qualche istante a osservare ai piedi della prima casa un ampio arco in pietra sotto al quale oltre al forno scorre anche una fresca sorgente. Continuando attraversiamo un bucolico pianoro, dove sulla destra è situata l'antica casa di Gradinerp, le cui origini risalgono a circa metà del 1500, risalito un pendio entriamo in un fitto bosco di conifere, attraversiamo un torrente passando su un paio di grossi lastroni di pietra lunghi circa un paio di metri, usciti dal bosco troviamo lo stadel abbandonato di Stubi considerato da alcuni studiosi uno dei più belli del vallone di San Grato, poco dopo più a monte ne vediamo un'altro lo stadel di Vliokj Vlüeckji, più piccolo del precedente ma restaurato con tanta passione. Segue un lungo tratto in quota passando prima per l'alpe Kekeratschjatz 1835 m e poi quella di Mettiu 1894 m, poco dopo iniziamo a trovare la neve ma grazie alla traccia battuta precedentemente riusciamo tranquillamente a proseguire, attraversiamo una vallecola arrivando a un bivio, abbandoniamo il sentiero 1F sulla sinistra che conduce alla radura sottostante di Reich e attraversato il torrente su un bel ponte in legno riprendiamo a salire con decisione fino ad arrivare sul pianoro dove sono adagiate le baite dell'alpe Munes 2021 m, con al centro la cappella della Madonna delle Nevi, fu costruita nel 1660 da due muratori che miracolosamente scamparono ad una valanga. Decidiamo di fermarci e dopo aver pranzato facciamo qualche passo tra le baite, nel frattempo le nuvole si sono diradate regalandoci momenti davvero emozionanti, scattiamo foto a raffica immortalando ogni istante, riprendiamo la via del ritorno ripercorrendo il sentiero fino alle baite in pietra dell'alpe Kekeratschjatz. Sulla sinistra una traccia ben evidente inizia a salire arrivando in breve sul poggio erboso dell'alpe Vleukie 1872 m dove incrociamo il sentiero n. 1 proveniente dall'alpe Munes, dopo una breve pausa scendiamo sulla sinistra e attraversato un ponticello in legno entriamo nel bosco, senza troppe difficoltà e seguendo le innumerevoli frecce gialle passiamo tra gli alpeggi oramai immersi nella nebbia, arrivati alle baite di Ruasi riprendiamo il percorso fatto al mattino, poco prima di arrivare alla cappella di San Grato decidiamo di andare verso nord a vedere le baite di Bühl 1676 m, sopra di esse si erge imponente la grande casa colonica costruita interamente in pietra di Zeun 1737 m) detta Palaz. Per il ritorno decidiamo di scendere lungo la strada sterrata, tagliando dove è possibile, arrivati alle baite di Blatti 1491 m continuiamo sulla sinistra fino a raggiungere l'auto.
Oggi oltre all'immancabile Danilo a condividere questa giornata tra i monti c'è anche Kiran che dopo il trek fatto assieme nel mese di agosto è tornato a farci compagnia, escursione in un vallone che fortunatamente è arrivato ai giorni nostri quasi intatto, un salto indietro nel tempo, tra le antiche case walser, un popolo che ha vissuto sfruttando quello che può offrire la montagna, ma nel pieno rispetto dell'ambiente che li circondavano. Dislivello e tempi lasciamoli a quelli che considerano la montagna una sorta di palestra, questa è un'escursione da effettuarsi con passo lento, senza fretta nel pieno rispetto della natura..
www.centroculturalewalser.com
Malati di Montagna: Kiran, Danilo e Fabio

San Grato 1688 m


e il sole si fece breccia fra le nuvole...


acqua fonte di vita


tra le antiche case Walser


stadel di Stubi


by Kiran


by Kiran


by Kiran


by Kiran


sabato 13 novembre 2010

Planet Earth - Sigur Ros "Glosoli"

domenica 7 novembre 2010

Mauro Corona e il suo stile di vita

IL GRANDE SENTIERO HABITAT, CULTURE, AVVENTURE 2010

Dopo il successo dello scorso anno, Laboratorio 80 presenta IL GRANDE SENTIERO – HABITAT, CULTURE, AVVENTURE 2010. La nuova edizione nasce con un respiro più ampio. Altri enti e associazioni hanno aderito alla proposta, con l'idea di creare un percorso diffuso sul territorio.
Hanno partecipato alla realizzazione della rassegna con Laboratorio 80: il Club Alpino Italiano di Bergamo, la Cineteca del CAI, Vertical Orme, l’Associazione Gente di Montagna, il Club Alpino Italiano sezione di Nembro, il Gruppo Alpinistico Nembrese, il Comune di Nembro - Assessorato allo Sport, l’Associazione Pedalopolis, la Biblioteca Centro Cultura di Nembro, la Pro Loco di Colere, il CAI di Lecco, i Ragni di Lecco, Progetto Cinescatti, Lab 80 film. Con la collaborazione de L’Eco di Bergamo, della Rivista Orobie, della Radiotelevisione svizzera, della Cineteca Griffith di Genova e di MMIX, società attiva nel settore dell'audiovisivo.
Le proiezioni e gli incontri  si terranno a Bergamo (Auditorium di Piazza Libertà e Palamonti) il 18, 19 e 20 novembre 2010; a Nembro, Auditorium Modernissimo, Piazza Libertà, il 17 novembre, il 24 novembre e il 16 dicembre; in Biblioteca Centro Cultura, Piazza Italia, l’1 dicembre; a Colere, Palacolere, la sera del 7 dicembre.
www.ilgrandesentiero.it 
Alberto Valtellina per Laboratorio 80

Autunno particolare sulla Testa Comagna

Lasciata l'autostrada A5 all'uscita Châtillon svoltiamo a destra seguendo le indicazioni per Saint-Vincent e in seguito per il Col de Joux, la strada prosegue su per la collina con diversi tornanti, dopo un ripetitore la si abbandona e svoltando a destra in breve arriviamo a Sommarèse 1536 m.
Dal parcheggio al centro del paese seguiamo per un breve tratto la strada asfaltata verso il colle Tzecore, passiamo accanto ad una fontana e usciti dal paese sulla sinistra troviamo una palina segnavia con indicato il sentiero n. 5 per la Testa di Comagna. Ci inoltriamo subito in un bel bosco di abeti e senza troppa fatica arriviamo ad attraversare i prati all'altezza del Col Tzecore, le montagne attorno sono avvolte dalle nuvole mentre un sole pallido, pallido cerca di uscire, ma oggi per lui sarà un duro lavoro. Mantenendoci sulla sinistra, in prossimità di un muretto a secco troviamo una seconda palina segnavia, riprendiamo a salire nel bosco che ci accompagnerà fin quasi alla cima, naturalmente siamo solo io e Danilo e i nostri amici che abitano nel bosco, mi piace tantissimo camminare in questi luoghi dove la luce fa fatica a filtrare e il profumo della resina è così forte da toglierti quasi il respiro. Gli alberi si diradano e iniziamo a trovare qualche chiazza di neve caduta nei giorni precedenti, mentre saliamo purtroppo la nebbia inizia ad avanzare, ma la fortuna e dalla nostra parte oggi e quando arriviamo alla croce della Testa Comagna 2105 m riusciamo ugualmente a scattare qualche foto suggestiva sulle cime della Val d'Ayas e pensare che è rinomata come belvedere sulla Valle Centrale con il M. Bianco sullo sfondo, vuol dire che magari torneremo con la neve visto che è una classica salita anche nel periodo invernale, 
Dopo una breve pausa sorseggiando un tè caldo continuiamo a seguire il sentiero che sale leggermente fino ad un piccolo cippo recante le lettere N-CF, iniziamo ora a scendere e in breve ci ritroviamo di nuovo nel bosco, giunti ad un bivio proseguiamo a sinistra, i nostri scarponi sembra che abbiamo messo un silenziatore, un soffice tappetto di aghi ricopre il terreno, una vera goduria!!! Incrociata una pista forestale proseguiamo a destra e in discesa arriviamo ad un grosso cancello in legno, essendo però privo di recinzioni gli si può tranquillamente passare accanto, un cartello all'esterno ci informa che abbiamo appena attraversato il "Bosco di Comagne".  Arrivati sulla strada poderale proseguiamo a sinistra e con percorso piacevole arriviamo sopra alle case di Sommarese, scendiamo verso la chiesetta e attraverso gli stretti vicoli arriviamo al parcheggio dove abbiamo lasciato l'auto.
Sono giornate come queste dove non potendo ammirare panorami stupendi, la nostra attenzione è rivolta a quelle piccole cose che altrimenti avremmo ignorato.
Malati di Montagna: Danilo e Fabio


Testa Comagna 2105 m


tra le nuvole...


perfettamente bello!!!


Sommarese