IL MIO ZAINO NON È SOLO CARICO DI MATERIALI:
DENTRO CI SONO LA MIA EDUCAZIONE, I MIEI AFFETTI, I MIEI RICORDI,
IL MIO CARATTERE, LA MIA SOLITUDINE.
IN MONTAGNA NON PORTO IL MEGLIO DI ME STESSO:
PORTO ME STESSO, NEL BENE E NEL MALE.
Renato Casarotto

domenica 28 giugno 2009

La Conca del Fallère...un itinerario per soli buongustai di montagna

Nuova tecnica per camminare in montagna: svuotare la mente da qualsiasi pensiero, fare respiri profondi, avere un passo costante, non aver fretta di raggiungere la meta, sdraiarsi in un campo, possibilmente fiorito con accanto un torrente e soprattutto essere in compagnia di ottimi amici, il giorno dopo si ha come la sensazione di aver ricaricato completamente le batterie e la settimana lavorativa sarà meno pesante!!!

Dall'autostrada A5 prendere l'uscita in direzione Aosta Ovest/St. Pierre, al semaforo svoltare a destra seguendo la statale 26, prima del benzinaio girare a sinistra e seguire le indicazioni per Ville sur Sarre, arrivati all'incrocio nei pressi dell'Hotel des Salasses si segue la strada a destra fino al cartello che indica di svoltare a sinistra verso Thouraz, oltrepassato il Thouraz Ranch dopo circa un centinaio di metri, prima del divieto di transito parcheggiare l'auto 1655 m. La prima parte dell'itinerario ricalca la strada sterrata di servizio agli innumerevoli alpeggi sparsi nella zona, appena partiti possiamo osservare alla nostra sinistra la frana sotto alla Becca France, la più grave tragedia della Valle d'Aosta, era il 6 luglio del 1564 quando alle sei del mattino un'immensa frana si staccò dalla cima abbattendosi sul borgo e seppellendolo interamente con tutti i suoi seicento abitanti, si racconta che ogni Natale la campana sepolta chiami i morti a raccolta e invita i vivi a pregare per loro. Tralasciamo le varie deviazioni laterali e dopo aver lasciato a sinistra le baite di Moron, all'altezza di un tornante seguiamo una breve scorciatoia, risparmiando un tratto di strada sterrata. Alle nostre spalle l'imponente Grivola 3.969 m, per pochi metri poteva essere il secondo quattromila completamente in territorio italiano oltre al Gran Paradiso, siamo ormai nella verdeggiante Conca del Fallère con l'omonima cima che la sovrasta. Attraversato un torrente su un ponte svoltiamo a destra seguendo un traccia poco marcata, all'inizio costeggiamo un ruscello, per poi alzarci tra verdi pendi cosparsi da centinaia di fiori la nostra meta è l'alpeggio la Comba 2072 m, sopra all'alpe riprendiamo la sterrata che scende leggermente arrivando all'alpe Frumière 2063 m, pochi metri sulla sinistra troviamo una palina segnavia. Seguiamo il sentiero 9/9A e dopo un breve tratto in costa iniziamo a salire arrivando in breve all'alpeggio Tsa de Frumière 2187 m, ricomposto il gruppo seguiamo un breve tratto di sterrata, ricollegandoci poi ad un altra sterrata che abbandoniamo immediatamente, proseguiamo diritti risalendo il pendio e avendo come punto di riferimento una cascata che scende dalla conca dove è adagiato il lago. Arrivati all'alpe Tsa de Morgnoz 2275 m seguiamo il sentiero 8A indicato dalla palina segnavia poco sopra all'alpeggio, il sentiero sale ripidamente portandoci fino al Lac Fallère 2415 m, per il pranzo saliamo su un belvedere a pochi metri dal lago, davanti a noi il panorama e fantastico dall'Emilius, alla Grivola fino ad arrivare al grandioso ghiacciaio del Rutor uno dei più vasti ghiacciai della Valle d'Aosta. C'è chi come lupi famelici si divora la bellezza di cinque panini, altri che si accontentano di un pacchetto di cracker, dopo aver mangiato qualcuno si appisola mentre alcuni tra cui il sottoscritto vanno in perlustrazione. Scattata la foto di gruppo torniamo verso il lago e seguiamo il sentiero 8F indicato dalla palina segnavia, costeggiamo il lago per poi scendere lungo un vallone davvero molto suggestivo, torrenti ricolmi d'acqua, pendii dai colori sgargianti, colgo l'occasione e mi sdraio per qualche istante chiudendo gli occhi... Il sentiero dopo un tratto in costa inizia a scendere verso l'alpe Nouva, che in breve raggiungiamo, riprendiamo a scendere lungo la strada sterrata fino all'alpe Morgnoz, seguiamo le indicazioni della palina segnavia posta all'ingresso dell'alpeggio, passiamo accanto alla stalla e seguendo le frecce gialle riprendiamo il sentiero 8A. Superato un torrente il sentiero inizia a scendere ripidamente con una serie di tornanti, si possono notare durante il percorso alcuni esemplari di pino silvestre, cembro e abete rosso, il sentiero finisce sulla strada sterrata percorsa alla mattina, chiacchierando e scherzando ritorniamo alla macchina, soddisfatti della giornata trascorsa...
Malati di montagna: Patrizia, Giuseppe, Fabio, Kiran, Flavio, Danilo, Franco, Luisa, Deborah e Fabio

un piatto da buongustaio

Conca del Fallère

Kiran e il lago Fallère

il lago Fallère 2415 m

un gran bel gruppo di amici...

filosofia Zen

respirare profondamente...

domenica 21 giugno 2009

...un forte vento gelido soffiava nella gola del Cardinello

"Preferisco valicare due volte il Gottardo che una volta lo Spluga" confessò Andrea Ryff un mercante di Basilea nel 1599... Per secoli questa fu la principale via di comunicazione tra il Lago di Costanza e la Pianura Padana, vi transitarono mercanti, pellegrini ed eserciti, lo stesso Barbarossa privilegiò il passo dello Spluga per le sue calate in Italia, ma furono i Romani a conoscerlo per primi.
Lasciamo l'auto a Isola 1253 m frazione di Madesimo, raggiungibile tramite la statale 36' del lago di Como, arrivati a Campodolcino si svolta a sinistra seguendo le indicazioni. Dal parcheggio poco distante dalla chiesa dei Santi Martino e Giorgio, scendiamo verso l'inizio del paese, di fronte alla storica locanda Cardinello datata 1722, troviamo le indicazioni "Via Spluga". Percorriamo un breve tratto di strada asfaltata seguendo Via Cardinello, attraversiamo sulla destra il torrente Liro su un ponte e seguendo la strada sterrata in leggera salita arriviamo a Torni 1360 m. Attraversato il paese seguiamo l'ampia mulattiera, sulla nostra destra i Prati di Torni con splendide fioriture, mentre alla nostra sinistra scorre impetuoso racchiuso in una forra il torrente Liro regalandoci anche una fantastica cascata. Piegando leggermente a destra si arriva a un bivio segnalato da una palina segnavia, attraversiamo il torrente su un ponte arrivando in breve a incrociare il sentiero che utilizzeremo poi al ritorno e che costituisce l'antico itinerario medievale. Il sentiero prosegue sulla destra entrando nel bosco di larici, dopo un tratto attrezzato con un cavo di sicurezza arriviamo al secondo ponte, detto "degli Svizzeri" 1580 m, tale nomignolo è dovuto perché realizzato con maestria negli anni 90' da un plotone di fanteria elvetico. Il sentiero continua a salire con una serie di tornanti arrivando all'inizio del tratto più suggestivo "la Gola del Cardinello", seguiamo il fianco strapiombante della valle, il percorso risale al 1643 ed è stato scalpellato nella viva roccia o forato con spari di mine, in alcuni tratti scalinati si nota come la roccia sia levigata dal frequente passaggio delle carovane. Un forte vento gelido ci costringe a fermarci per indossare le giacche e a coprirci la testa con un cappellino di lana, certo che per essere il primo giorno d'estate caldo non fa di certo!!! Alcuni passaggi sono stati attrezzati con dei cavi per rendere più sicuro il cammino, sconsiglio di affrontare questo tratto in presenza di neve o ghiaccio e per chi ha dei bambini al seguito sarebbe opportuno tenerli per mano. Ed ecco apparire come dal nulla l'imponente diga di Montespluga che si erge alta come una fortezza sulla gola, risaliamo l'ultimo tratto di sentiero arrivando sul pianoro adiacente alla diga, le acque del lago sono increspate dal forte vento e sulle montagne attorno la neve è ancora abbondante. Decidiamo di costeggiare la parte occidentale del lago, attraversiamo lo sbarramento della diga, costruita nel 1931 con una capienza di 32 milioni di metri cubi d'acqua e arrivati alla palina segnavia seguiamo le indicazioni per Montespluga (40' min.), per chi vuole a poca distanza sul lato opposto può andare al rifugio Stuetta. Senza particolari difficoltà arriviamo al ponte che ci permette di superare il torrente che scende dalla Val Loga, per mangiare decidiamo di fermarci dietro a un grosso muretto a secco riparandoci cosi dal vento. Finito il fugace pranzo andiamo a vedere l'abitato di Montespluga 1908 m, le poche case sono addossate alla strada statale che permette di salire verso il passo dello Spluga 2115 m a circa 3 km, dal momento dell'apertura della galleria del San Bernardino, il passo non è più tenuto aperto d'inverno e il paese può ritrovarsi tagliato fuori sia dall'Italia che dalla Svizzera. Dall'albergo "La Posta" seguiamo la strada asfaltata completando in questo modo il giro del lago, arrivati allo sbarramento abbandoniamo la strada scendendo verso il parco giochi sottostante, seguendo poi la strada sterrata risaliamo verso gli edifici utilizzati per la gestione dell'impianto. Arrivati alla diga riprendiamo il sentiero percorso all'andata, la discesa nella gola è ancor più suggestiva della salita, ripassiamo per il "Ponte degli Svizzeri" arrivando in breve al bivio, tralasciato il sentiero con cui siamo arrivati alla mattina, proseguiamo diritti verso alcune baite. Il tracciato che stiamo seguendo rimase in uso dall'età pre-romana fino all'inizio dell'età Moderna, attraversato il torrente su un ponte in cemento arriviamo a Soste 1597 m, il sentiero prosegue perdendo quota lentamente, il silenzio e rotto solo dai fischi delle marmotte. Incontriamo alcune mucche che pascolano serenamente nei prati ricoperti da migliaia di fiori, sdraiato nell'erba c'è anche un vitellino nato da pochi giorni, a coronare questo quadretto bucolico eccoci a Rasdeglia 1499 m, tipico villaggio alpino, dove le baite sono in perfetto stato conservativo. Raggiunta la chiesetta sulla sinistra riprendiamo a scendere sul sentiero, dopo aver attraversato su un ponte una cascata arriviamo a Mottaletta 1346 m, passiamo accanto ad alcune baite a "carden" e usciti dal paese scendiamo lungo la strada asfalta arrivando in breve al parcheggio dove abbiamo lasciato l'auto.
Abbiamo percorso 20 km con un dislivello poco superiore ai 650 m, porre attenzione ad alcuni tratti esposti, il tratto nella gola è sconsigliabile in caso di pioggia. Per chi lo desidera esiste nel periodo estivo anche un servizio di bus, per informazioni http://www.stps.it/ (034333442).
Malati di montagna: Danilo, Deborah e Fabio

una delle tante cascate...

lago di Montespluga 1908 m

stiamo vicini, vicini...

la profonda Gola del Cardinello

sulla vecchia strada per il passo dello Spluga

ma siamo sicuri che regge...

domenica 14 giugno 2009

L'osservatorio panoramico del Monte Torriggia 1703 m

Seguire l'autostrada A26 fino a Gravellona Toce, poi proseguire sulla SS33 del Sempione uscita Masera/Valle Vigezzo. Arrivati a Malesco seguiamo le indicazioni stradali per Cannobio, dopo il paese di Finero scendiamo verso la Val Cannobina, all'uscita di una galleria giriamo a sinistra per Cursolo 890 m, la macchina la si può lasciare nel parcheggio davanti al comune o poco prima sul bordo della strada. A monte della parrocchiale intitolata a S. Antonio si imbocca sulla sinistra via ai Monti, passiamo alti fra le case e in breve arriviamo a una palina segnavia con indicato sulla sinistra il sentiero da seguire. Si sale nel bosco passiamo accanto alle baite di M. Pratini e dopo una fontana arriviamo alle prime baite dell'alpe M. Cursolo 1275 m, continuiamo a salire seguendo la palina segnavia, tutto l'itinerario è sempre ottimamente ben segnalato. Attraversiamo enormi distese di felci, davanti a noi intravediamo una vipera che fugge nella boscaglia sentendoci arrivare, dopo un traverso eccoci al secondo nucleo di baite dei M. Cursolo 1240 m, dalla fontana esce a singhiozzo dell'acqua ne approfittiamo per rinfrescarci. Rientriamo nel bosco e seguendo i segni di vernice sugli alberi arriviamo a un colletto rivolto verso la Val di Crèves, dalla palina segnavia inizia un bellissimo tratto nel bosco tra faggi dalle forme strane e larici. Dopo aver superato un canale franoso senza particolari difficoltà, il sentiero prosegue alzandosi gradatamente, attraversiamo alcuni piccoli ruscelli e usciti dal bosco eccoci alle baite dell'alpe Pluni 1454 m (Alpe Polunia sulle carte). Questo alpeggio sorge in una posizione davvero idilliaca, ad accogliere l'escursionista che transita da questo alpeggio c'è Angelo con la sua simpatia e cordialità, accanto alla sua baita sorge il Rifugio Comunale d'Alp di proprietà dell'Associazione Pro Montevecchio. Dopo la pausa ricreativa richiamo i miei compagni all'ordine, iniziamo la salita seguendo le indicazioni poste sulla palina segnavia, la croce di vetta già si intravede ma mancano ancora quasi 300 m di dislivello. Il sentiero dopo un primo tratto tranquillo nel bosco inizia a salire con determinazione, arrivati a una fresca sorgente che augura “Salute”, proseguiamo a sinistra e in breve arriviamo al’Alpetta 1563 m, dopo qualche minuto raggiungiamo la cresta che seguiamo fedelmente sulla destra, risalito un erto canalino eccoci in cima al Torriggia 1703 m. Il panorama ci lascia letteralmente a bocca aperta, le imponenti Rocce del Gridone sono a poca distanza mentre dalla parte opposta lontani ma ben visibili la Weismmies, il Lagginhorn e il Fletschhorn, sulla sinistra la catena del Rosa, sotto di noi la Val Vigezzo e la Val Cannobina. Dopo aver mangiato e scattata la rituale foto di gruppo iniziamo la discesa, arrivati al bivio incontrato durante la salita, seguiamo le indicazioni per Monte Vecchio, dopo un breve tratto nel bosco arriviamo a una bocchetta, poco più sotto passiamo tra alcuni spuntoni rocciosi detti “Denti della Vecchia”. Il sentiero scende ripidamente nel bosco, attraversiamo alcuni prati in piena fioritura arrivando sopra alle baite di Monte Vecchio 1094 m, ci fermiamo all'ombra di un grosso faggio a riposarci, a pochi metri sotto di noi sorge il rifugio Montevecchio di proprietà dell'Associazione Pro Montevecchio. Dalla palina segnavia accanto alla croce in ricordo del Cap. Ezio Rizzato (catturato dai nazifascisti e fucilato con altri 42 partigiani il 20 giugno del 1944), scendiamo lungo il sentiero costeggiando il versante della montagna, durante la discesa nel bosco sentiamo il fragore di un torrente avvicinarsi sempre di più. Grazie a un ponticello in ferro attraversiamo il torrente che scende impetuoso dalla montagna, una meraviglia della natura, l'escursione ormai è finita ma passando tra le case di Cursolo c'è chi è in vena di fare degli scherzi e cosi tra una doccia e una risata ci avviamo verso le macchine. Se a qualcuno può interessare il dislivello è di circa 700 m, il tempo dell'intero anello, aspettate un momento... ops!!! Credo di aver perso la nozione del tempo...scusate!!!
Malati di montagna: Kiran, Davide, Emy, Flavio, Franco, Luisa, Danilo, Deborah e Fabio

l'artista all'opera...

ma siamo sicuri di essere in Val Cannobina?

l'alpe Pluni o Polunia 1454 m

tutti MALATI DI MONTAGNA....

domenica 7 giugno 2009

Abbi massimo rispetto per questo luogo
e per tutto ciò che quassù trovi,
se tu non l'hai portato con fatica
qualch'un altro l'ha fatto.

Se tu essere vivente non credi in un Essere Supremo
guardati attorno e pensa se tu saresti in grado di fare
tutto ciò che il tuo occhio vede.

Amami e io non ti tradirò.

Sii coraggioso e mi vincerai .

Attento a dove posi il piede,
per colpa tua qualch'un altro più in basso
può lasciarci la vita.

Ai 1500 metri dimentica chi sei,
con persone di differente età usa il voi,
con persone della stessa età usa il tu.

Ai 2000 metri dimentica il mondo,
gli affanni, le tasse e goditi la vera pace.

Ai 2500 metri dimentica il tuo io,
la boria, la cultura, la forza fisica,
perché se quassù sei giunto
sei in tutto e per tutto
uguale agli altri che quassù stanno.

Non credere piccolo uomo di essere chissà chi,
perché prima che tu esistessi io già c'ero
e quando tu non esisterai più
io ancora ci sarò.

Firmato
La Montagna

Video Parco Monte Corno

a piedi nella valle dell'Enderwasser...

Partiamo dalla frazione Chiesa (Chiljchu) 1176 m dove si può lasciare l'auto nell'ampio parcheggio, per chi vuole si può proseguire ancora per un chilometro, fino al parcheggio dove ha inizio il sentiero GTA. Alla destra della chiesa dedicata a S. Michele, una delle più sontuose della Valsesia ha inizio il sentiero, vicino c'è anche una bella fontana scavata nella roccia, un consiglio per chi vuole è di perdere qualche minuto leggendo i vari pannelli illustrativi. Seguiamo le indicazioni per S. Giorgio, attraversiamo la frazione Prati (Matte) 1218 m con l’oratorio di San Nicolao, in corrispondenza della strada comunale si trova l’oratorio un tempo dedicato alla Madonna di Einsielden. A monte sorge la frazione Villa Superiore (Dorf) 1333 m, con l’oratorio di San Bernardo in magnifica posizione panoramica, seguendo il sentiero dietro alla chiesa arriviamo sulla strada asfaltata e in breve al parcheggio, da dove sulla sinistra inizia il sentiero 548 corrispondente al GTA (Grande Traversata delle Alpi ). Tralasciamo la mulattiera e seguiamo la strada che in breve arriva a un piccolo parcheggio dove termina, un cartello ci informa che siamo arrivati alla frazione S. Gottardo (Runt) 1329 m, i walser erano pastori nomadi, arrivarono dal Vallese nel 1256 e col passare del tempo si radicarono in tutta la valle. Camminiamo all'interno tra le antiche case, dopo l’oratorio dedicato a San Gottardo, arriviamo al Rifugio dei Walser 1330 m, un'antica baita del 1700 (0163-355257/338-9761975 12 posti letto). Il sentiero riprende a salire, un gregge di caprette sembra darci il benvenuto, siamo a San Giorgio 1401 m con il suo omonimo oratorio, dietro al quale scendiamo fino al torrente sottostante. A causa di un grosso nevario che ne ostruisce il passaggio, perdiamo qualche minuto nel trovare il modo più sicuro per poter proseguire, la salita è irta e non da tregua, procediamo con un buon passo, a circa metà ci soffermiamo a osservare con quale attenzione e cura sono state disposte le varie frazioni e alpeggi lungo la valle. Arrivati all'alpe Rondecca (Rundakku) 1565 m alcune gocce di pioggia iniziano a cadere, tutta la giornata infatti sarà caratterizzata da ampie schiarite con passaggi di nuvole, che per farci dispetto ci costringeranno più di una volta ad aprire in nostro piccolo ombrellino, ormai diventato parte integrante dello zaino. Risaliamo sulla sinistra passando tra le baite sovrastate da uno sperone roccioso, continuando lungo la dorsale che separa i due corsi superiori dell'Enderwasser arriviamo alla Capanna sociale Città di Borgomanero all'alpe Pianello 1801 m, oggi si festeggia l'apertura, fuori in un grosso paiolo la polenta sta già cuocendo e nell'aria si sente un buon profumino di spezzatino. Con passo lesto proseguiamo senza farci tentare, seguiamo un sentiero che passa accanto a una baita isolata, contorniamo un risalto roccioso e dopo aver attraversato alcuni nevai arrivando alla bocchetta di Campello 1924 m, detta anche Strumenfukku. Frequentata fin dal medioevo per gli intesi rapporti tra le comunità di Rimella e Campello, un piccolo altare e una targa ricordano padre Giovanni Gallino, benemerito dirigente del CAI Varallo, dalla croce decidiamo di proseguire in salita lungo la cresta, ma alcune nuvole minacciose ci fanno desistere, il tempo di mangiare un boccone ed ecco che inizia a grandinare, fortunatamente dura solo pochi minuti. Dalla bocchetta scendiamo verso alcune baite sulla destra dove ci fermiamo, seduti vicino a una cappella, per chiudere l'anello seguiamo in moderata discesa la mulattiera sul fianco destro della valle (548), tocchiamo in ordine l'alpe Versch 1525 m, l'alpe Wan 1470 m e l'alpe Selletta 1447 m. Durante il percorso attraversiamo alcuni canaloni di neve causati dalle abbondanti nevicati di quest'inverno, entrati nel bosco arriviamo alla cappella detta "Posa dei morti" (Toturaschtu) 1395 m, in questo luogo fino al '500 si fermavano i funerali con i morti che arrivavano da Campello, qui il parroco di Rimella dopo aver celebrato un primo rito, provvedeva poi alla loro sepoltura nel cimitero. Proseguiamo arrivando al bivio incontrato alla mattina, seguiamo la strada asfaltata fino a incontrare sulla sinistra una sterrata, in breve scendiamo alle case della frazione Sella (Sattal) 1320 m, passato l'oratorio arriviamo di nuovo sulla strada asfaltata, in prossimità di una cappella seguiamo il sentiero sulla destra, dopo un primo tratto nel bosco, usciamo in mezzo ai prati con bella vista su Rimella (Remmalju). Arrivati al parcheggio decidiamo di far visita alla chiesa parrocchiale di San Michele, sulla sinistra si trova il museo Giovanni Battista Filippa. L'intero anello si può effettuare in circa 5.30 ore, con una dislivello di circa 800 m, si percorre sentieri dove l'uomo ha segnato fortemente con il suo passaggio la storia di questa valle, un viaggio nella storia del popolo walser.
malati di montagna: Danilo e Fabio


Bocchetta di Campello 1924 m

beeeeeeeee.....

San Giorgio

verso la bocchetta...

valle dell'Enderwasser


martedì 2 giugno 2009

Tre giorni tra accoglienti malghe, fitti boschi e un antico canyon, tutto questo e altro ancora nel Parco Naturale Monte Corno

domenica 31 giugno
Trodena - Hochwand - Malga Cislon - Trodena

Istituito nel 1980 il Parco Naturale Monte Corno vanta rispetto agli altri parchi dell'Alto Adige la flora e la fauna più numerose di specie, si potrebbe definire il Parco dei boschi, basti pensare che le zone boschive coprono circa il 90% del territorio.
Come base per questo trekking stanziale abbiamo scelto Trodena 1110 m, con le sue strette vie lastricate, l'odore del legno che trasuda dalle case, il profumo del fieno che esce dalle stalle e al suo centro la piazza della chiesa con accanto il cimitero.
Arriviamo in tarda mattinata, dopo aver preso possesso delle camere nell'albero Goldener Adler decidiamo come da programma di fare un'escursione, saliamo verso la parte alta del paese dove accanto alla caratteristica caserma dei pompieri, inizia la strada forestale Praglasir indicata dalla palina segnavia con il n. 2. Saliamo attraverso un rado bosco, come da previsioni meteorologiche inizia a piovere, poco importa armati di mantelle e ombrellini proseguiamo, al primo bivio tralasciamo la mulattiera a sinistra e proseguiamo diritti seguendo il segnavia 2B verso Hohe Wand 1400 m. Come d'incanto ci ritroviamo in uno scenario alpino di grande suggestione, tra rododendri e pini mughi, risaliamo il versante roccioso con alcuni facili passaggi su roccia, entrando poi in un bel bosco di abete bianco. Seguendo il segnavia n. 2 scendiamo lungo la strada forestale arrivando sui verdi pascoli di Malga Cislon 1250 m, dove decidiamo di pranzare, nel frattempo in cui aspettiamo di entrare il simpatico gestore ci offre la sua grappa al larice, davvero ottima!! Sarà per la musica tirolese, o forse per le prelibatezza servite, ma il tempo in questo luogo sembra letteralmente volare... Ringraziamo il gestore per la sua cordialità e ci incamminiamo in direzione di Trondena, dopo pochi minuti sulla destra seguiamo il sentiero contrassegnato n. 1 che dopo aver attraversato i prati entra nel bosco di faggi e pino silvestre. Arrivati sulla strada selciata in breve scendiamo verso Trodena, oggi non abbiamo potuto godere dei panorami, ma poco importa è stata comunque un'escursione suggestiva, il dislivello è di solo 350 m, il tempo per l'intero anello..., boh ho perso la nozione del tempo dal momento che sono entrato a mangiare!!!

lunedì 1 giugno
S. Lugano - Baita Pera - Passo Cisa - Malga M. Corno - Monte Corno - Le Malghette - Maso Battiston - S. Lugano

Oggi la partenza dell'escursione è a poca distanza da Trodena al Passo di S. Lugano 1100 m, lasciata l'auto nel primo parcheggio sulla destra poco prima di una grande botte, seguiamo il sentiero n. 4 indicato da una palina segnavia. Siamo da subito circondati da grossi abeti rossi e bianchi in un ambiente davvero unico, superiamo senza difficoltà alcuni alberi caduti e risalito il ripido versante ci ritroviamo sull'altopiano dei prati "Bergwiesen" di Trodena. Il sentiero è un susseguirsi di angoli suggestivi, prati dai mille colori, boschi fitti in cui la luce fa fatica a filtrare, arrivati a Baita Pera 1432 m ci fermiamo per una sosta. Dopo un lungo tratto sulla pista forestale, proseguiamo su sentiero seguendo sempre il segnavia n. 4, scendiamo leggermente arrivando al bivio per Le Malghette, scendiamo a sinistra arrivando in breve al Passo Cisa 1439 m. Saliamo a sinistra seguendo il segnavia E5 (Sentiero Europeo - Lago di Costanza/Mare Adriatico), dopo Baita Cisa 1495 m il sentiero incrocia varie volte la strada di servizio, arrivati a Malga Monte Corno 1715 m il panorama è grandioso. In pochi minuti seguendo la strada sterrata dietro alle baite arriviamo alla croce in legno del Monte Corno 1781 m, ridiscesi ci fermiamo a mangiare, assolutamente non può mancare la Strauben (frittella tirolese). A malincuore abbandoniamo questo luogo incantevole, scendiamo di nuovo al passo Cisa e risaliamo al bivio incontrato all'andata, da dove seguiamo il segnavia n. 9 per Le Malghette. Il sentiero prosegue in falsopiano nel bosco, passiamo per i Masi Pausa Bedolli incontrando di nuovo la pista forestale che seguiamo fino alle Malghette 1540 m. Mentre scendiamo passiamo accanto all'area protetta Palù Longa, una torbiera di grande importanza sia per le specie botaniche che faunistiche, dopo un tratto in discesa abbandoniamo la sterrata seguendo a sinistra il sentiero n. 9 indicato da una palina e da segnavia rosso/bianco/rosso. Il percorso alterna tratti su sterrata e sentiero, dopo il maso Battiston si svolta a sinistra seguendo le indicazioni per San Lugano, ripidamente con diversi tornanti scendiamo attraverso un fitto bosco arrivando davanti alla chiesa, costeggiando la strada arriviamo in breve al parcheggio dove abbiamo lasciato l'auto, concludendo così l'anello. Escursione di ampio respiro che impegna tutta la giornata, il dislivello è di circa 700 m.

martedì 2 giugno
Redagno di Sopra - Bletterbach - Malga Lahneralm - Redagno di Sopra

L'escursione di oggi è un viaggio a ritroso nel tempo, in uno dei canyon più selvaggi d'Europa. Lasciamo la macchina a Redagno di Sopra 1552 m a poca distanza dalla chiesa, dal parcheggio seguiamo i segnavia n. 3, il primo tratto si svolge in discesa su strada forestale in un bosco di abete rosso. Arrivati ad una radura con bellissimi prati fioriti ci dirigiamo a destra su sentiero, dopo un breve tratto in piano scendiamo nella gola presso il Taubenleck, l'ultimo tratto è stato attrezzato con scale e parapetti. Uno spettacolo della natura ci appare davanti ai nostri occhi, 20 milioni di anni di storia geologica si mostrano qui in modo molto chiaro. Il rio Bletterbach in circa 20.000 anni, dall'inizio dell'era glaciale ha scavato e trasportato alla Val d'Adige oltre 10 miliardi di tonnellate di sassi e pietrisco formando così un canyon lunga circa 8 chilometri e profondo 400 metri. Risaliamo il greto del torrente incontrando cascatelle che scendono lungo le pareti, piccoli canyon laterali, davvero molto suggestivo, sembra di essere in una scena del film di Jurassy Parck!!! Alla fine del canyon presso il Butterloch si trova una grande cascata, purtroppo la scala che permetteva di superare il salto roccioso è stata travolta da una frana quest'inverno, il giro ad anello che avevamo in programma non possiamo effettuarlo. Ritorniamo fino al Taubenleck da dove risaliamo dalla parte opposta verso Lahneralm, grazie ad alcune scale metalliche risaliamo la parete rocciosa, il sentiero prosegue nel bosco fino al parcheggio accanto al centro visitatori del Geoparc. Seguendo la palina segnavia in circa 15 minuti arriviamo alla malga Lahneralm 1583 m, dove ci sediamo per mangiare deliziati da alcuni piatti tirolesi. Per la via del ritorno seguiamo il sentiero dell'andata, considerare la salita dal canyon fino al parcheggio di Redagno di Sopra, un'escursione magnifica dove ancora una volta la montagna è capace di regalare emozioni senza chiedere nulla...
Malati di montagna: Franco, Danilo, Luisa, Paola, Deborah e Fabio


Parco Naturale Monte Corno

canyon del rio Bletterbach

Monte Corno 1.781 m

nei pressi della Malga Cislon 1.249 m

Panoramica Malga Monte Corno 1.750 m