IL MIO ZAINO NON È SOLO CARICO DI MATERIALI:
DENTRO CI SONO LA MIA EDUCAZIONE, I MIEI AFFETTI, I MIEI RICORDI,
IL MIO CARATTERE, LA MIA SOLITUDINE.
IN MONTAGNA NON PORTO IL MEGLIO DI ME STESSO:
PORTO ME STESSO, NEL BENE E NEL MALE.
Renato Casarotto

sabato 30 maggio 2009

Toru Monte Bianco 2005

è da pochi giorni che il blog ha superato le 10.000 visite, in poco meno di un anno, un risultato che non avrei mai sperato!!! per cui ho deciso di pubblicare il video del tour del Monte Bianco percorso nel luglio del 2005, so che rimarrà un sogno ma chissà che un giorno su qualche sentiero di montagna ci possiamo incontrare... Mandi, Mandi.


domenica 24 maggio 2009

il caldo non ci ferma sullo Zucco Sileggio 1373 m

Questa è sicuramente una delle escursioni più suggestive e affascinanti che si possono effettuare nella zona di Mandello del Lario, partiamo da Sonvico a circa 390 m dove lasciamo l'auto, visto la scarsità di parcheggio consiglio di lasciare l'auto a Somana, da dove in pochi minuti si raggiunge la partenza dell'itinerario. Dalla palina segnavia nei pressi di una cappella seguiamo il sentiero 15/17, passiamo all'interno del paese seguendo nella prima parte anche i cartelli dei "Sentieri della Resistenza". Arrivati sopra al paese accanto a una cappella inizia la mulattiera selciata, tutto l'itinerario è contrassegnata da bolli gialli e nei bivi le paline segnavia indicano sempre la giusta direzione da seguire. Oggi è decisamente una giornata calda, anzi decisamente estiva, sarà forse l'inizio dell'estate? Da come siamo già sudati sembra che siamo in pieno agosto, arrivati al primo bivio tralasciamo la mulattiera a destra e seguiamo a sinistra il sentiero 17a, da questo punto la salita inizia a essere ripida, alternando brevi tratti pianeggianti. Raggiunta una baita riprendiamo fiato, il sentiero prosegue dietro alla baita con pendenze sempre più decise, arrivati sulla dorsale la vista sul lago e su Mandello del Lario è davvero notevole. Non facciamo tempo a gustarci il panorama che già il sentiero inizio di nuovo la sua ripida ascesa, teniamo un buon passo e in men che non si dica eccoci su una selletta, seguiamo per un breve tratto la cresta attraverso un bel bosco di betulle, poi pieghiamo decisamente a sinistra dove finalmente troviamo all'ombra dei faggi un po' di refrigerio... Passiamo accanto a un baitello e risalito un facile salto roccioso, arriviamo ai ruderi di una baita, seguiamo il sentiero a destra tralasciando la deviazione a sinistra per la Bocchetta di Verdascia, in breve arriviamo alla cresta sommitale, pochi passi sulla destra e finalmente eccoci dinanzi alla croce dello Zucco Sileggio 1373 m, il panorama è eccezionale si può osservare tutto il Gruppo delle Grigne, il Monte Barro e il Monte Moregallo... Ci facciamo scattare la foto da un signore in compagnia di sua moglie, le uniche persone incontrate oggi sul sentiero, per pranzare risaliamo in cresta dalla parte opposta, arrivando al nuovo bivacco costruito dalla Comunità Montana del Lario Orientale nel 2007 e intitolato al prof. Mario Sforza. Ci riposiamo con lo sguardo rivolto al Grignone, notiamo che da questo versante la neve è quasi scomparsa, si intravede anche il rifugio Elisa a poca distanza dal Sasso Cavallo e dal Sasso dei Carnonari. Ritorniamo al bivio dell'andata, proseguiamo verso la Bocchetta di Verdascia che raggiungiamo in pochi minuti, dalla palina segnavia seguiamo il 17a verso Somana/Mandello. Attraverso il bosco il sentiero scende ripido con numerosi tornanti, arriviamo a un alpeggio da dove seguendo le indicazioni ci portiamo sulla destra orografica della valle dell'Era, a circa 10/15 minuti dall'alpe a pochi metri sopra al sentiero sulla destra c'è una sorgente di acqua freschissima, per l'intera escursione è stata l'unico punto in cui abbiamo potuto rifornirci d'acqua. Il percorso è davvero molto bello e suggestivo, in alcuni tratti in cui il sentiero e scavato nella roccia si passa a picco sul sottostante torrente, a garantire la sicurezza è stato messo un cavo d'acciaio di protezione. Tralasciati alcuni bivi proseguiamo sulla mulattiera, anticamente era una delle via di comunicazione tra Mandello e la Valsassina, dietro a uno sperone eccoci arrivati alla chiesa di Santa Maria 661 m, esistente già nel 1145. La vista sul lago è favolosa e il fresco dei suoi portici ci ritempra della lunga camminata fatta, l'ultimo tratto di discesa ricalca la Via Crucis ed è una piacevole passeggiata, passiamo accanto alla cappella dedicata a Santa Preda arrivando cosi al primo bivio incontrato in mattina, scesi in paese io e Franco ne approfittiamo di una fontanella per poterci rinfrescare... L'escursione ha un dislivello di circa 1000 m, essendo la salita molto ripida è da intraprendere solo se si è in buone condizioni di allenamento, il sentiero è sempre ben segnalato, bisogna solo porre attenzione in qualche tratto aereo (difficoltà E/EE - circa 6 ore per l'intero giro).
Malati di montagna: Danilo, Franco e Fabio

Zucco Sileggio 1373 m


S. Maria 661 m

al bivacco prof. Mario Sforza

in cima Fabio, Danilo e Franco

panorama su Mandello del Lario

domenica 17 maggio 2009

Tra splendidi alpeggi, alla scoperta di antiche chiese ed oratori

Risaliamo la Valsesia fino a Campertogno 815 m, dove lasciamo l'auto nel parcheggio poco prima della chiesa parrocchiale, accanto al monumento dedicato agli alpini. A fronte della chiesa attraversiamo il ponte in pietra sul Sesia e poco più avanti a sinistra inizia il percorso contrassegnato da alcuni cartelli e segnavia. Passiamo attraverso le case della frazione Tetti 827 m risalendo le strette viuzze e arrivando davanti alla bella facciata affrescata dell'Oratorio di San Marco, dove svoltiamo a sinistra seguendo il segnavia e raggiungendo dopo un breve tratto asfaltato la prima delle quindici cappellette che descrivono episodi della vita della Madonna, costruite e affrescate dal 1450 al 1939. La mulattiera inizia costeggiando un muretto a secco, per poi salire verso una cascatella, attraversiamo il torrente su un ponticello e in breve arriviamo all'oratorio della Madonna degli Angeli 910 m. Fa caldo e c'è addirittura il sole, incredibile e dire che oggi le previsioni davano pioggia e temporali, a fine giornata non abbiamo nemmeno preso una goccia d'acqua. Mantenendoci sul dorso di uno sperone che scende dal contrafforte del Sasso Bruciato 1521 m, arriviamo alle baite dei Selletti 975 m, notevole l'affresco su un edificio detto "la casa del notaio" dove viene raffigurata la Madonna seduta, che sostiene sulle ginocchia Gesù Bambino. Al seguente bivio ignoriamo il segnavia 72 a destra, per continuare sul 78 che contorna un costone roccioso dove la mulattiera a tratti è intagliata nella roccia. Attraversiamo il torrente su delle rocce, per poi continuare alla sua destra, la bella mulattiera sale con diversi tornanti arrivando allo spiazzo creato su un dirupo dove sorge il Santuario della Madonna del Callone 1092 m eretto nel 1512, notevole la vista su tutta la valle con il Sesia che scorre roboante. Incontriamo Daniele e Marisa di Campertogno con i quali condividiamo parte del percorso. Superiamo un bosco fitto di faggi arrivando alla chiesetta che ci annuncia l'arrivo nell'ampio pianoro dell'Argnaccia 1183 m, un angolo delizioso di montagna con belle baite ristrutturate, contornate da verdi prati dove c'è anche un delizioso asinello che sta pascolando sul bordo di un piccolo laghetto... Marisa gentilmente ci chiede se vogliamo andare al loro alpeggio a poca distanza dal sentiero principale, senza esitazione accettiamo, al nostro gruppo si aggrega anche Brando un simpatico cagnolino che scopriremo più avanti essere anche un'ottima guida!!! Dai cartelli con le varie indicazioni seguiamo a destra una traccia che attraversa i prati entrando poi nel bosco di faggi, con percorso libero in pochi minuti arriviamo all'alpe Giavine dove Marisa e Daniele hanno la loro baita, dopo una piccola pausa salutiamo i nostri nuovi amici con la promessa che al ritorno passiamo per prendere il caffè che Marisa ci ha gentilmente promesso. Alla sinistra della cappella un sentiero ci riconduce sul percorso principale dove incontriamo alcuni cartelli segnavia, tralasciato il 78b che porta al Becco della Guardia continuiamo a destra in salita, attraversiamo alcuni prati, arrivando poco dopo al Cangello 1364 m, con la sua fontana da cui scende un'acqua freschissima e la sua antica chiesetta dedicata a San Berbardo del 1500. Dalla chiesetta un segnavia indica la direzione da seguire, attraversiamo i prati di Cangello per poi continuare in leggera salita fino a un valloncello, il sentiero riprende a salire con decisione a destra arrivando alle baite di Campo di Frei 1477 m. Il percorso entra in un bel bosco di abeti e larici, superiamo senza difficoltà alcuni alberi caduti guadagnando la Sella 1583 m. Decidiamo di proseguire ancora seguendo un cartello sulla sinistra, il sentiero entra nel bosco per poi uscire su un promontorio dove all'altezza di una palina segnavia decidiamo di fermarci, siamo a circa 1650 m e notiamo che c'è ancora molta neve, fantastico il panorama sulla Valle Artogna, la nostra guida Brando nel frattempo si diverte correndo e scivolando sulla neve!!! Dopo la foto di gruppo iniziamo la discesa, da la Sella scendiamo di qualche metro, poi la nostra guida decide di seguire una traccia sulla sinistra, che si rivelerà davvero un'ottima scelta, attraversiamo il bosco in costa compiendo un giro ad anello e arrivando sopra alle baite di Cangello, Brando per tutto il percorso è rimasto davanti fermandosi e aspettandoci, cosa dire... una guida davvero ottima!!! Nei pressi della chiesetta ci fermiamo a pranzare, poi come da promessa andiamo a bere il caffè da Marisa e Daniele che ci accolgono amichevolmente all'interno della loro baita. Purtroppo come sempre quando si è in ottima compagnia il tempo scorre veloce, salutiamo e ringraziamo Marisa e Daniele e iniziamo la nostra discesa, ci fermiamo per qualche minuto all'Argnaccia contemplando questo idilliaco luogo, poi con calma ridiscendiamo fino a Campertogno. Dopo una breve visita esterna al complesso di San Giacomo Maggiore ritorniamo all'auto, prima di partire ci concediamo anche un pausa nel bar igel a poca distanza, la saletta all'interno è deliziosa si ascolta dell'ottima musica, Led Zeppelin, Rolling Stone... l'arredamento è ben curato e le foto appese ci riportano indietro nel tempo... Escursione davvero molto bella, un connubio tra arte e natura dove le lancette dell'orologio sembrano essersi fermate...
Malati di Montagna: Franco, Flavio, Danilo, Deborah, Luisa e Fabio

a voi che passate vi auguro buona giornata...

una delle quindici cappelle

atmosfere antiche al Cangello 1364 m

"un giorno in Valsesia"

Danilo, Franco, Brando (la guida), Flavio, Deborah e Luisa

a maggio c'è chi gioca ancora con la neve...

domenica 10 maggio 2009

A strapiombo sul Lago Maggiore...

Da Cittiglio una stretta strada in circa 7 km conduce alla frazione Vararo 744 m, dove lasciamo l'auto nell'ampio parcheggio, prima di partire ci concediamo anche un buon caffè al Ristorante Trattoria Bar Alpino. Ritornati all'ingresso del paese, costeggiamo il cimitero e seguendo in piano la strada asfaltata arriviamo a Casere, attraversiamo il paese fino alle ultime case dove svoltiamo a destra seguendo le indicazioni, l'intero percorso è contrassegnato anche da una traccia giallo-verde (Anulare Valcuviano). Iniziamo a salire e in breve arriviamo a incrociare la strada che sale al Passo Cuvignone, sulla sinistra dopo aver costeggiato alcune abitazioni in corrispondenza di una palina riprendiamo il sentiero, senza troppa fatica arriviamo al Passo Barbé 847 m. Dal passo decidiamo di andare a sinistra raggiungendo in pochi minuti il Sasso Barbé 930 m, purtroppo la cima è coperta dalla vegetazione, ma da una piccola apertura riusciamo ugualmente a vedere Laveno e il lago. Ritornati al passo iniziamo a salire il ripido pendio erboso del "Sentiero dei Pizzoni" realizzato con grande maestria dal CAI di Laveno, arrivati alla croce della prima cima 1018 m, il panorama sul lago Maggiore è a dir poco fantastico. Ci soffermiamo qualche istante ammaliati da tanta bellezza, il sentiero prosegue lungo la cresta in un continuo saliscendi tra noccioli, faggi, rose selvatiche, lamponi e altre piante, punto culminante della traversata è il M. La Teggia 1103 m. Un sentiero scende ripidamente verso il Passo del Cuvignone 1035 m, dove passa una carrozzabile che collega Vararo con S. Antonio, per chi lo desidera dal passo si scende a sinistra fino al primo tornante, dove inizia a destra un sentiero ben marcato che sale verso alcune rocce biancastre, punto panoramico davvero suggestivo, si prosegue scendendo verso la sterrata per Aga. Se non si vuole fare la variante precedentemente descritta dal passo si segue a destra la strada (segnavia giallo-verde), fino al tornante sottostante dove sulla sinistra inizia la carrareccia per Aga (Decollo take-off). Attraverso un bosco di radi faggi arriviamo alla Cormeta 1090 m, insellatura tra il M. Nudo e M. Crocetta, dalla sella seguiamo a sinistra la pista forestale indicata chiaramente dalla palina segnavia, ben presto ci inoltriamo in un fitto bosco di conifere dove a fatica filtra la luce, creando un'atmosfera quasi fiabesca... Ignoriamo un primo vecchio cartello in legno e continuiamo fino ad arrivare al bivio dove sulla sinistra inizia il sentiero indicato da un cartello in legno posto su un albero "Alla Croce" e uno più piccolo con indicato M. Nudo. La salita è davvero piacevole e dopo qualche tornante arriviamo in prossimità di un tavolo in legno con panche accanto si eleva altissima la croce di vetta del Monte Nudo 1235 m, il panorama è davvero vastissimo. Dopo aver pranzato e firmato il libro di vetta, iniziamo la discesa per il medesimo itinerario di salita arrivando di nuovo alla Cormeta 1090 m, decidiamo di salire alla vicina Crocetta e in pochi minuti eccoci sul poggio della cima 1117 m, dove rimaniamo qualche minuto seduti osservando alcune persone che si lanciano con il parapendio. Scendiamo lungo la strada sterrata percorsa all'andata fino al suo termine dove una sbarra ne vieta l'ingresso, sulla sinistra a poca distanza una palina segnavia indica il sentiero per Valbuseggia/Vararo. Dopo un primo tratto nel bosco, il sentiero scende lungo la dorsale tra roccette e prati fioriti, ci fermiamo a osservare la lunga cresta percorsa dei Pizzoni, giunti sulla mulattiera continuiamo in piano arrivando in breve alle porte di Vararo. Attraversiamo le strette vie del paese, passiamo accanto al vecchio lavatoio dove ci fermiamo a rinfrescarci, prima di arrivare al parcheggio dove abbiamo lasciato l'auto andiamo a visitare la chiesa dedicata a S. Bernardo D.
Escursione molto interessante, un vero e proprio balcone sulla sponda orientale del lago Maggiore, la salita al monte Nudo è sicuramente la ciliegina sulla torta...
Malati di montagna: Franco, Luisa, Danilo e Fabio

in volo sul lago

dai Pizzoni lo sguardo si perde verso l'infinito...

Monte Nudo 1235 m

la prima delle cime dei Pizzoni 1018 m

...senza parole...

mercoledì 6 maggio 2009


"Dalla montagna mi sono sentito compreso,
ascoltato, degnato di attenzione"

da Mauro Corona - La Montagna

domenica 3 maggio 2009

una traversata in cresta da togliere il respiro!!!

Sono le ore 7.00 e siamo alla stazione di Saronno delle Ferrovie Nord, per prendere il treno che ci condurrà a Como Lago (A/R 4.40€), oggi l'auto rimane a casa...!!! Arriviamo a Como Lago in perfetto orario 7,45 attirati dal profumo di brioche calde facciamo colazione in un bar vicino, ritornati al piazzale della stazione costeggiamo il lago seguendo viale Geno e raggiungendo in breve piazza De Gasperi, dove si trova la stazione della funicolare (2.50 €). Inaugurata nel 1984, con una pendenza massima del 55% raggiunge Brunate 715 m in circa 7 minuti superando un dislivello di cinquecento metri, unica nel suo genere in Europa la funicolare segue un suggestivo tracciato in linea retta su una rotaia lunga 1084 m, per i suoi numerosi punti panoramici da cui si può vedere l'intero arco alpino occidentale, la Pianura Padana e gli Appennini, Brunate è nota come il "Balcone sulle Alpi".
Dal piazzale della stazione d’arrivo seguiamo il segnavia bianco/rosso con il n. 1 "Dorsale del Triangolo Lariano", camminiamo tra le ville in stile eclettico e liberty, in pochi minuti arriviamo alla parrocchia di Sant'Andrea Apostolo, da dove seguiamo sulla sinistra la passeggiata pedonale per San Maurizio. Il percorso interseca la strada asfaltata un paio di volte fino ad arrivare al piazzale di San Maurizio 906 m, nei pressi del Faro Voltiano, realizzato nel 1927 su progetto dell'ing. Gabriele Giussani in ricordo del centenario della morte di Alessandro Volta. Seguiamo le chiare indicazioni per Santa Rita, CAO, grossi faggi ci accompagnano fino al piazzale 980 m dove ha anche termine il breve tratto di strada asfaltata, sulla sinistra si può ammirare la bella facciata del Santuario di S. Rita (il più piccolo d'Europa). Accanto alla Capanna CAO (031 220221) seguiamo la sterrata, all'ombra di un bel bosco di conifere, arrivati alla Baita Carla 997 m, poco dopo abbandoniamo la sterrata e seguiamo a sinistra il sentiero indicato da una palina segnavia "Dorsale per cresta", fino al Ristoro del Boletto a circa 1100 m, qui purtroppo Paola decide di rimanere per qualche piccolo problemino fisico. In breve arriviamo a un bivio dove tralasciamo la sterrata che scende e seguiamo il sentiero a destra arrivando in cima al Monte Boletto 1236 m, da dove possiamo vedere la lunga cresta e le altre due cime che ci aspettano!!!
Seguendo il sentiero scendiamo fino alla Bocchetta di Molina 1115 m, il percorso è talmente bello che non ci accorgiamo nemmeno di quanta strada stiamo facendo, inizia la salita verso la croce sulla cima che raggiungiamo con un buon passo siamo sul Monte Bolettone 1317 m, ci fermiamo per riprender fiato e per osservare le varie cime che ci circondano. Scendiamo passando accanto al rifugio Bollettone (031 628163), entrati nel bosco seguiamo il sentiero fino alla bocchetta di Lemna 1167 m, poco metri più sotto si vede la Capanna Mara 1125 m (335 6776768).
Dalla palina segnavia scendiamo leggermente lungo la sterrata, arrivati a un bivio decidiamo di abbandonarla e di seguire la cresta erbosa fino al Pizzo dell’Asino 1272 m, scendiamo nuovamente verso la bocchetta di Palanzo 1210 m, tralasciata la sterrata verso il rifugio Riella (031 378600) iniziamo a salire per il ripido sentiero sulla dorsale di cresta, arrivati in cima al Palanzone 1436 m il panorama ci lascia senza fiato e ci ripaga ampiamente della fatica fatta.
Per il ritorno seguiamo lo stesso percorso dell'andata con delle piccole varianti, scesi alla bocchetta di Palazzo seguiamo la sterrata fino alla bocchetta di Lemna, risaliamo sul Monte Bollettone per poi scendere lungo la dorsale fino alla bocchetta di Molina, seguiamo la sterrata di destra che costeggiando il fianco della montagna in un fresco bosco ci riporta al ristoro Boletto dove ci aspetta Paola e anche una bella bevanda fresca, da qui ritorniamo alla funicolare di Brunate ricalcando i medesimi passi. Una bella escursione che richiede un buon allenamento, i km complessivi sono circa 22, con un dislivello totale di 1200 m.
Malati di Montagna:
Danilo, Flavio, Deborah, Fabio e Paola

panorama dal Palanzone

Grignone, Grignetta e Resegone

Monte Palanzone 1436 m - Flavio, Fabio, Deborah e Danilo

San Maurizio con il Faro Voltaniano

Funicolare Como-Brunate

La lunga Dorsale di Cresta